Capoluogo di Regione Liguria,
è a 20 m s.l.m. e conta circa 612.000
abitanti.
Patrono: San Giovanni Battista (24 giugno).
La città capoluogo della Liguria si sviluppa
per molti chilometri lungo la costa, in una
stretta fascia chiusa a nord dagli Appennini
e a sud dal mare. Considerata la sesta città
italiana, il suo porto è fra i primi
dell’Europa meridionale. Gran parte della
popolazione ligure risiede a Genova, tant’è
che negli anni ’60 raggiunse il picco di
850.000 abitanti. Genova è una città
abbastanza piovosa, con inverni freddi ed
estati secche. Il periodo ideale per
visitare la città è la tarda primavera,
quando le piogge si fanno meno insistenti e
le temperature iniziano a salire. Le prime
popolazioni che abitarono Genova, furono un
gruppo di Liguri che si insediarono, nel
lontano VI secolo a. C., sulla collina dove
oggi svetta imponente il Castello.In
seguito, e più precisamente in epoca romana,
la zona abita si estese anche a valle,
arrivando ben presto a lambire il mare.Intorno
al 1100 si costituisce a scopo commerciale
la “compagna communis” ( il Comune) a cui
parteciparono le più alte cariche religiose,
politiche e commerciali della città. Da
questo momento Genova diventa uno Stato
potentissimo, tant’è che ancora oggi è
ricordata come una delle celebri Repubbliche
Marinare. Saranno questi anni di dure lotte
con le altre Repubbliche per il dominio
commerciale dei mari, che alla lunga
portarono Genova ad un lento, ma inevitabile
declino.Nel 1805 l’ex Repubblica ligure
viene inglobata nell’impero napoleonico e
solamente nel 1814, dopo il Congresso di
Vienna, il ducato di Genova diventa un
possedimento del regno sabaudo. Importanti
personaggi hanno segnato la storia di
Genova: qui nacque Cristoforo Colombo, lo
scopritore delle Americhe; vi nacque il
padre della patria Giuseppe Mazzini; dal
porto di Quarto (che all’epoca ancora non
era stato inglobato nel comune di Genova)
partì Giuseppe Garibaldi con i suoi Mille
dalla camicia rossa. Anche molti personaggi
della musica e dello spettacolo sono nati a
Genova. Come dimenticare i cantautori
Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Gino Paoli e
lo scenografo Emanuele Luzzati?

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